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Cicatrici ipertrofiche e cheloidi

Dr.ssa Simona Blidar - illustrazione cicatrici ipertrofiche e cheloidi
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Cicatrici ipertrofiche e cheloidi

Cosa sono i cheloidi e le cicatrici ipertrofiche?

Una cicatrice cheloide è una formazione compatta, liscia e dura che si verifica a causa di un’eccessiva formazione di tessuto cicatriziale. I cheloidi si verificano dopo una lesione cutanea; raramente, i cheloidi possono verificarsi spontaneamente senza alcuna significativa lesione cutanea precedente. Possono svilupparsi su qualsiasi parte del corpo ed estendersi oltre il margine originale della ferita, sebbene la parte superiore del torace, le spalle, le orecchie e il collo siano particolarmente inclini a svilupparle.

A differenza delle cicatrici cheloidi, le cicatrici ipertrofiche sono limitate strettamente alla parte della pelle danneggiata. È probabile che si verifichino quando c’è molta tensione su una ferita in via di guarigione e la cicatrice risultante è più spessa del solito. Le cicatrici ipertrofiche hanno maggiori probabilità di regredire e risolversi rispetto ai cheloidi che tendono a persistere.

Le cicatrici ipertrofiche sono comuni e possono verificarsi in tutte le razze ed età, mentre le cicatrici cheloidi sono meno comuni e sono più frequenti nei soggetti con pelle Fitzpatrick da III a VI.

  • I cheloidi sono auto-riferiti nel 16% degli individui neri.
  • Gli individui cinesi hanno maggiori probabilità di svilupparli se paragonati a quelli di origine indiana o malese.
  • Gli individui dalla pelle bianca e gli albini sembrano essere i meno colpiti.
  • È stata notata un’associazione genetica con il gruppo sanguigno A.

La terapia enzimatica è il nuovissimo trattamento all’avanguardia per questo tipo di cicatrici, in particolare, la Collagenasi. Gli enzimi sono sostanze proteiche che fungono da catalizzatori per reazioni biologiche. Alcuni enzimi hanno un’attività ampia mentre altri, come la collagenasi (Clostridiopeptidasi A) prodotta dal batterio clostridium hystolyticum, hanno un’attività molto specifica.

La COLLAGENASI si è rivelata l’unica capace di scindere i legami nella struttura del collagene cicatriziale,
consentendo ad altri enzimi di agire sui frammenti molecolari risultanti.

L’uso della collagenasi nella pratica medica è ben noto, finora essendo stato utilizzata nella sindrome di Peyronie, la sindrome di Dupuytren, nell’applicazione topica per lo sbrigliamento di ulcere cutanee e ustioni e, recentemente, per il trattamento dei dischi intervertebrali prolassati.
È stato dimostrato che la collagenasi purificata è relativamente sicura anche a dosi elevate (migliaia di unità) a contatto con vasi sanguigni, nervi e ossa.

La terapia enzimatica è il nuovissimo trattamento all’avanguardia per le cicatrici ipertrofiche e cheloidi

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L’esatta patogenesi dei cheloidi è sconosciuta. I cheloidi possono svilupparsi dopo lesioni minori come traumi, ustioni, punture di insetti, interventi chirurgici, crioterapia, terapie topiche (ad esempio imiquimod), acne, infezioni (ad esempio l’herpes zoster) e immunizzazioni. Sono più comuni nelle ferite lasciate guarire per seconda intenzione. I cheloidi possono formarsi anche mesi o anni dopo un infortunio.

La formazione di cicatrici ipertrofiche, oltre a fattori esterni, coinvolge un’anomala regolazione del normale processo di guarigione con conseguente produzione eccessiva di collagene, elastina, proteoglicani e proteine della matrice extracellulare.


I cheloidi sono solitamente:

  • Colore rosso porpora
  • Tessuto sodo, liscio e sollevato
  • Può essere fastidioso e pruriginoso
  • Può verificarsi anni dopo l’infortunio
  • Cresce oltre l’area iniziale della ferita

Le cicatrici ipertrofiche sono solitamente:

  • Colore dal rosa al rosso
  • Leggermente rialzata o piatta
  • Può essere fastidiosa e pruriginosa
  • Di solito si verifica entro poche settimane dall’infortunio
  • Limitata ai confini della ferita iniziale

Entrambe le tipologie si verificano più comunemente in aree di elevata tensione anatomica della pelle, come: le spalle, torace, lobi delle orecchie (cheloidi), arti superiori, guance.


  • Deturpazione estetica
  • Effetti sociali e psicologici negativi
  • Cheloidi spessi e duri possono limitare i movimenti o la crescita degli arti nei bambini

I cheloidi e le cicatrici ipertrofiche vengono diagnosticati clinicamente sulla base dell’anamnesi e delle caratteristiche cliniche, quindi una visita medica in persona è d’obbligo.
Sebbene distinguere tra cheloidi e cicatrici ipertrofiche possa essere difficile, è importante quando si considerano le alternative terapeutiche. Le caratteristiche cliniche distintive includono l’esordio da lesione, l’aspetto sollevato, la crescita al di fuori dei margini della ferita e la regressione.

Importante la diagnosi differenziale tra cheloidi e lesioni che possono imitare l’aspetto dei cheloidi: alcuni tumori della pelle, carcinoma cutaneo a cellule squamose, pseudolinfoma cutaneo, lobomicosi, Morfea (sclerodermia localizzata).


Una cicatrice ipertrofica può risolversi spontaneamente ed è probabile che risponda meglio al trattamento, rispetto ad un cheloide. Al contrario, è probabile che i cheloidi persistano senza risoluzione spontanea e si dimostrino resistenti al trattamento.

Gli obiettivi del trattamento sono ridurre la deturpazione estetica e i problemi funzionali causati dalle cicatrici e ridurre il dolore e il prurito.

Le seguenti misure sono discusse ed indicate ai pazienti:

  • pomate specifiche massaggiate regolarmente sulla cicatrice
  • cerotti in poliuretano o silicone
  • gel di silicone
  • acido retinoico
  • Tranilast orale o topico (un inibitore della sintesi del collagene)
  • medicazioni e indumenti compressivi

Le medicazioni per cicatrici dovrebbero essere indossate per 12-24 ore al giorno, per almeno 8-12 settimane, ma ancor meglio per più tempo.

I trattamenti classici indicati su cicatrici ipertrofiche o sui cheloidi sono:

  • iniezioni intralesionali di corticosteroidi, ripetute ogni due-tre settimane
  • 5-fluorouracile intralesionale
  • needling
  • subcision
  • Iniezioni di tossina botulinica
  • escissione chirurgica (!Attenzione! nei cheloidi, l’escissione chirurgica può provocare un nuovo cheloide anche più grande di quello originale)

Il trattamento innovativo con l’enzima collagenasi è quello che, più di tutti gli altri, distrugge la causa di queste cicatrici, e cioe, l’eccesso di collagene cicatriziale di tipo fibrotico, poco elastico.


Si può soltanto provare. Poiché spesso si verificano dopo un trauma, le seguenti strategie possono aiutare a prevenirne la formazione:

  • Evitare interventi chirurgici/procedure estetiche non necessarie in individui e aree con tendenza a cheloidi
  • Chirurgia a tensione minima
  • Eversione dei bordi della ferita durante la sutura
  • Limitare il numero di suture utilizzate.

Le cicatrici ipertrofiche e cheloidi sono innocue e non si trasformano in tumori della pelle. Tuttavia, i pazienti con cheloidi hanno un rischio leggermente più elevato di cancro della pelle rispetto agli individui non predisposti ai cheloidi.